Le piazze più “clamorose” che hanno calcato i campi di Serie B

Castel di Sangro

cds-96Iniziamo questa rassegna delle cenerentole proprio dalla piccola cittadina abruzzese di Castel di Sangro, che con i suoi 5.500 abitanti è tutt’ora la realtà più piccola che abbia mai giocato in serie B. Nel 1996, dopo aver scalato tutte le categorie calcistiche dilettantistiche, i giallorossi arrivano a conquistare la promozione tra i cadetti grazie alla vittoria nella finale playoff dell’allora serie C1 – girone B contro il ben più prestigioso Ascoli ai calci di rigore. L’anno successivo, alla prima apparizione in serie B, arrivò anche una splendida quanto inaspettata salvezza, ma successivamente, nel campionato 1997/98 il Castel di Sangro non riuscì ad evitare un’altra volta la retrocessione. Da quel momento il calcio sangritano sarà protagonista di discese, fallimenti e tentate rifondazioni o presunte tali.

Alzano Virescit

60Il club di Alzano Lombardo è nato della fusione tra l’Alzano e la Virescit Boccaleone, società limitrofe della provincia bergamasca. Nella stagione 1998/99 l’Alzano Virescit riuscì ad approdare tra i cadetti vincendo il girone A della serie C1: in quella squadra molto competitiva, guidata da Claudio Foscarini, militava anche il celebre Pippo Carobbio, colui che qualche anno dopo accuserà Antonio Conte nell’inchiesta sul calcioscommesse, nonché Alex Calderoni, l’estremo difensore romagnolo ex giocatore del Cesena. Il primo ed unico anno in serie B fu seguito dall’immediato ritorno in terza serie, nonostante un gran girone d’andata. Anche in questo caso, la storia seguente è fatta di ripescaggi, retrocessioni ed il fallimento: di quella società oggi non è rimasto nemmeno il nome, convertito in ASD Virtus Bergamo.

Fermana

fermana1998-99La squadra di Fermo, una delle ultime cittadine italiane a diventare capoluogo di provincia (e quindi tra le cenerentole anche a livello politico-amministrativo), centrò la promozione in serie B dopo aver vinto il campionato di serie C1 1998/99. Il primo posto nel girone arrivò al culmine di una lunga e travolgente rincorsa, incominciata dopo un girone d’andata concluso in bassa classifica e culminata con lo storico pomeriggio di Battipaglia. Il successivo campionato cadetto fu segnato per loro da risultati complessivamente poco esaltanti, però vide i gialloblu marchigiani vincere contro formazioni molto blasonate come Napoli (3-2), Genoa (2-1) ed Atalanta (1-0). Gli anni successivi accompagnarono il club del presidente Battaglioni al fallimento, circostanza che costrinse a dover ripartire addirittura dalla Prima Categoria; attualmente la Fermana naviga da diversi anni nel campionato di serie D.

Portogruaro

art_2135_1_squadra202009-2010Denominato Portogruaro-Summaga per via della fusione tra US Portogruaro ed AC Summaga, il club veneto conquistò la promozione in serie B in maniera incredibile ai danni della ben più affermato Hellas Verona. All’ultima giornata del campionato di Lega Pro 2009/10, la classifica vedeva i granata davanti al Verona ed al Pescara di un solo punto ed il calendario proponeva proprio il derby veneto: quel giorno il Bentegodi era gremito da oltre 30.000 spettatori con il Verona che per essere promosso deve assolutamente vincere. Lo 0-0 che stava maturando sembrava premiare il terzo incomodo, ovvero il Pescara che nel frattempo sta vincendo, ma a soli due minuti dal termine Bocalon gelò il pubblico veronese, regalando al Portogruaro la sua prima ed unica storica promozione in serie B. Dopo un periodo iniziale di esilio a Udine, il piccolo Stadio Mecchia nel frattempo ampliato a 4.000 posti, riuscirà ad ospitare le partite casalinghe del Portogruaro, ma il campionato cadetto si rivelò pieno di difficoltà ed i granata retrocedettero immediatamente.

Gallipoli

gallipoli_football_soccer_serie_b_league_calcio_italy_professional_usa_coachesProseguiamo il viaggio tra le cenerentole della cadetteria con l’inesorabile scalata dei salentini dall’Eccellenza alla serie B in appena 7 anni, il cui protagonista è indubbiamente il presidente Vincenzo Barba. Ma la prima ed unica stagione tra i cadetti parte tra le difficoltà economiche e la cessione della società a D’Odorico e così la squadra viene allestita solo negli ultimi giorni di mercato. Come se non bastasse, lo stadio di casa non è a norma con i requisiti previsti dalla Lega e questo costringe i giallorossi a traslocare a Lecce. Nonostante tutte queste difficoltà, dopo aver confermato Giuseppe Giannini alla guida tecnica, il campionato del Gallipoli sembra dirigersi verso una tranquilla salvezza. Poi però un vistoso quanto inaspettato terribile calo nel finale di campionato porterà la squadra alla retrocessione. Nel frattempo i debiti incombono ed il sodalizio pugliese falliscono, ripartendo successivamente dal campionato di Promozione.

Savoia

La squadra di Torre Annunziata, città dell’hinterland napoletano (decisamente la più grande tra quelle qui raccontate), tornò in serie B nel campionato 1999/2000, ad oltre 50 anni di distanza dall’ultima apparizione, grazie alla finale playoff vinta contro gli acerrimi rivali della Juve Stabia (di Castellammare di Stabia, un derby quindi). In quella squadra militava il ventenne Simone Tiribocchi che si renderà protagonista di una buona carriera in serie A. Il successivo campionato cadetto del Savoia non fu certo esaltante ed il 19° posto finale condannò gli oplontini alla retrocessione in serie C. Faceva parte di quel gruppo il compianto Paolo Ponzo che in quella stagione raccolse 15 presenze in maglia bianca. Per la società campana nel 2001 iniziarono i problemi finanziari conditi da irregolarità varie e per il Savoia ci fu poca gloria, invischiato costantemente tra Eccellenza e Serie D, tranne una fugace apparizione in Lega Pro nella stagione 2014/15.

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