Grande Torino

Il Grande Torino. Come lo ricorda un “postero”?

Nel 1949 una tragica fatalità cambia per sempre la storia del Torino…

Lo scorso 4 maggio è stato celebrato il 69^ anniversario della strage di Superga. In quel tragico incidente persero la vita quasi in toto i dirigenti e giocatori di quel Torino. Il Grande Torino.

La questione che mi pongo è: come può ricordare quella squadra un appassionato sportivo nato tanti anni dopo (ben 31)? Per di più appartenente alla sponda cittadina opposta in termini di tifo.

Oggettivamente, ad avvicinarmi alla memoria del Grande Toro, sono stati i deplorevoli striscioni che alcuni pseudotifosi juventini esposero nel corso di un derby della mole, nei quali si inneggiava in termini beceri alla strage di Superga.

Ho cominciato a leggere tramite internet, cosa si racconta di quello squadrone. Il nome di alcuni di loro vive tuttora nella memoria collettiva, grazie all’intitolazione di alcuni stadi: Aldo Ballarin (San Benedetto del Tronto), Rubens Fadini (Giulianova), Danilo Martelli (Mantova), Franco Ossola (Varese), Mario Rigamonti (Brescia) e Romeo Menti (Vicenza e Castellammare di Stabia).

Il Grande Toro rivive nei racconti di uno zio attempato. Lui tuttora, alla soglia dei 90 anni ricorda a memoria Mazzola che si accorcia le maniche e la formazione granata di allora: Bacigalupo, Ballarin, Maroso…

Il Grande Toro lo si ricorda dal nome dell’attuale stadio, l’Olimpico-Grande Torino e dalla ristrutturazione dello storico Filadelfia, teatro nel quale si esibiva quella squadra.

Probabilmente, numeri alla mano, quel Torino è stata una delle squadre più forti che il calcio italiano abbia mai conosciuto (a mio avviso assieme al Milan degli olandesi). Certo qualcuno può insinuare questo, dicendo che le epoche calcistiche non sono paragonabili tra loro. A rivedere alcune gesta tuttora si resta meravigliati:

  • 5 scudetti di fila tra il 1942 e il 1949 (con il conflitto mondiale in mezzo);
  • ben 104 e 125 reti messe a segno nei campionati 1946-47 e 1947-48 (numeri mai eguagliati):
  • i 9 e 10 undicesimi di grande Torino schierato in blocco contro l’Ungheria, nella nazionale di Vittorio Pozzo del 1947;
  • Infine i 10 gol rifilati all’Alessandria, i 7 a Roma e Fiorentina e i 6 al Milan.

« Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede.

E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto “in trasferta”.»

[Indro Montanelli]

 


Foto tratta da: stopandgoal.net

 

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