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Siena-Cosenza, cronache di una finale

Ieri sera ho deciso di essere tra i diecimila spettatori che hanno seguito Siena-Cosenza allo stadio Adriatico-Cornacchia di Pescara. Per il secondo anno consecutivo, l’atto finale dei play-off di Serie C si è giocato in campo neutro. Ad aver la meglio sono i stati i calabresi per 3 reti a 1. Andiamo per ordine, partendo dal pre…

Il Prepartita

Il fatto che fosse una finale secca, l’assenza di rivalità tra le tifoserie, la passione per il calcio e i nemmeno 100 km che mi separano da Pescara mi hanno convinto. Venerdì mattina ho acquistato il ticket per Siena-Cosenza. 15 euro per la tribuna Adriatica centrale (settore riservato al Cosenza) sono un prezzo più che onesto. Inoltre, a differenza delle autorità di sicurezza, non la ritenevo una partita a rischio.

Già in autostrada incrocio i primi tifosi senesi diretti in Abruzzo. A dispetto degli incontri bianconeri, più della metà dell’Adriatico-Cornacchia è vestita di rossoblu. I quasi diecimila cosentini (VIDEO SOTTO) fanno sembrare lo stadio pescarese il San Vito-Marulla. In curva nord i Senesi sono circa 2000.

Socializzo con i vicini di posto cosentini, che mi raccontano qualcosa sulla loro squadra del cuore. Dietro di me uno striscione targato Rimini mi fa riflettere. Tanti tifosi calabresi trapiantati al centro-nord Italia si sono dati appuntamento a Pescara.

Il cammino delle due squadre

Siena: i bianconeri sono arrivati secondi nel girone A, impensierendo a tratti il Livorno. Partiti dai quarti, hanno eliminato la Reggiana con un rigore dubbio concesso nel finale del match di ritorno. Una decisione che scatenato i tifosi ospiti, con tanto di seggiolini divelti e invasione di campo.

In semifinale i toscani hanno avuto la meglio sul Catania solo dopo i calci di rigore.

Si presentavano in finale con i favori del pronostico.

Cosenza: i calabresi hanno compiuto una vera e propria impresa per arrivare a Pescara. In campionato sono giunti 5^, con il tecnico Braglia che è subentrato a Fontana a stagione in corso (i cosentini avevano 5 punti alla 9^ giornata).

Partito dal primo turno, il Cosenza ha eliminato: la Sicula Leonzio nel primo turno (2-1 in gara secca), la Casertana nel secondo (1-1), il quotato Trapani (3^ nel girone C) agli ottavi ( succeso 2-1 in casa e replica in Sicilia con un secco 0-2), la Sambenedettese ai quarti (2-1 a Cosenza e 0-2 a San Benedetto del Tronto) e infine il Sudtirol, perdendo 1-0 l’andata e ribaltando il match nel ritorno con un 2-0 casalingo (rete decisiva al ’94).

Il punto forte dei cosentini, è il collettivo, assieme ad alcuni elementi interessanti come Baclet (5 reti nei play-off e quasi tutte decisive) e Palmiero.

Le formazioni

Il Siena adotta un 4-3-1-2 con Pane tra i pali, Panariello e Sbraga centrali di difesa. Amir e Brumat rispettivamente terzino sinistro e destro.

A centrocampo Damian perno centrale, fiancheggiato da Cleur e Vassallo. Davanti Marotta prima punta di riferimento con Emmanusso sulla trequarti e Neglia a supporto.

Il Cosenza risponde con un 3-5-2 composto da Saracco in porta, linea difensiva con Idda, Dermaku e Camigliano. Palmiero mediano e riferimento a centrocampo. Mungo e Bruccini mezzali. Esterni il capitano Corsi a destra e D’Orazio a sinistra. Coppia d’attacco: Okereke e Tutino.

In fase di impostazione il Siena passa spesso dai terzini Amir e Brumat, ai quali è affidato il compito di cercare Vassallo, Cleur e Damian. Davanti l’attacco senese varia subito a 3 con Emmausso che si sposta davanti. Marotta ha il compito di battagliare (senza successo) con i centrali cosentini.

Il Cosenza invece imposta attraverso il palleggio in zona bassa e la velocità degli esterni Corsi e D’Orazio e della punta Okereke. Il gioco si sviluppa con qualche combinazione centrale-mezzala-esterno o, nel caso in cui gli spazi siano chiusi si passa ai cambi di gioco.

I Lupi in fase difensiva si ricompattano verso un 5-3-2, con Corsi e D’Orazione che si abbassano all’altezza dei 3 difensori. Come si vedrà dai 3, la squadra di Braglia, sfrutta molto le transizioni positive per sbaragliare il Siena.

La partita

Il Cosenza parte contratto, con l’atteggiamento di chi non ha grossa esperienza in partite di questo calibro. Nei primi 20′-25′ i rossoblu faticano a sviluppare gioco, sbagliando passaggi apparentemente semplici e buttando via il pallone qualche volta di troppo.

Il Siena dal canto suo ha l’aria di chi non ha fretta. Il piano partita di Mignani sembra quello di essere padrona silente del campo, colpendo poi sulla distanza. Quando si apre qualche spiraglio, si tentano le verticalizzazioni per Emmanusso, Marotta e Neglia.

Tra il 22′ e il 25′ il Cosenza inizia a sciogliersi. Bruccini disturba Vassallo, favorendo il recupero di D’Orazio che inizia la progressione sulla sinistra e una in area elude il difensore senese con una finta effettua la prima conclusione del match. Il suo tiro forte e teso viene sventato da Pane.

Dopo 3′ un filtrante troppo forte per Okereke fa capire che il Cosenza si sta scrollando di dosso le paure. È il preludio al vantaggio. Al minuto 35 Tutino anticipa in un amen un difensore avversario scappando verso il fondo e mettendo al centro l’assist per l’indisturbato Bruccini, che tutto solo insacca di piatto.

Prima di andare a riposo Mungo (grazie a una grande azione a convergere verso il centro area di Okereke) ha sui piedi la palla del 2-0 ma la conclusione si spegne di poco alla sinistra di un pietrificato Pane.

La ripresa

All’uscita degli spogliatoi mi sarei aspettato un Siena subito aggressivo, spronato a dovere da Mignani, invece si verifica l’opposto. Tutino, Okereke e Mungo si trovano 3 contro 2 al ’48, con il primo a condurre la sfera. Arrivato al limite Tutino lascia partire la conclusione che si insacca sotto al sette. 2-0 Cosenza e calabresi vicini all’impresa.

Mignani immette D’Ambrosio e Guerri al posto di Sbraga e Brumat variando verso un 3-4-1-2/3. Il Cosenza ha sui piedi il pallone del clamoroso 3-0, ancora un 3 contro 2 in transizione. Okereke forse non ci crede sino in fondo e una volta giunto dalle parti di Pane si allunga troppo il pallone.

Braglia opta per il doppio cambio al ’71. Fuori Okereke e Mungo dentro Calami e il talismano Baclet. La partita sembra incanalata verso Cosenza ma al ’72 il penalty riapre il match. Camigliano liscia un lancio lungo senese deviato precedentemente da Calamai e Dermaku, nel tentativo di ostacolare Marotta probabilmente lo tocca. Per l’arbitro è calcio di rigore. Dal dischetto Marotta non sbaglia.

Per un attimo il Cosenza sembra avere paura e così il Siena, rivitalizzato dal gol torna a rosicchiare campo. Marus con un colpo di testa che si spegne sopra la traversa fa tremare i rossoblu.

A spazzare via ogni dubbio è l’uomo della provvidenza, Baclet. Su schema rasoterra da calcio d’angolo Palmiero mette al centro il cross, Baclet aggira Amir e da due passi incassa.

Il Cosenza è in Serie B a 15 anni di distanza dalla retrocessione del 2002-2003 e sopratutto dopo aver vissuto ben 3 default societari in questo arco temporale.

 

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