Genova

Genova e il ponte Morandi…memorie da altri punti di vista

GENOVA – Un pensiero per la città della lanterna…cominciando dalla sua anima calcistica..

Nell’arco di una settimana si è detto tutto e il contrario di tutto, a margine della disgrazia che ha colpito Genova. Il crollo del ponte Morandi, oltre alle vite umane spezzate, si è portato dietro una lunga scia di polemiche più o meno razionali.

Ovviamente non spetta a me, dalle colonne del mio blog, valutare aspetti ingegneristici, economici, urbanistici, infrastrutturali e quant’altro. Preferisco stare vicino a Genova abbracciandola da un altro lato, quello calcistico.

Nel primo week-end di campionato Sampdoria e Genova non sono scese in campo, giustamente. Una breve pausa, che magari non allevia il dolore, ma lascia spazio a riflessione e silenzio.

Il porto di Genova, ora più difficile da raggiungere dopo il crollo del ponte Morandi, a fine ottocento fece da attracco per lo sbarco di James Spansley, medico di bordo su una nave inglese e grande appassionato di calcio. Fu lui ad entrare nel circolo sportivo genoano, ad avviare la sezione calcistica e a variare il nome nell’attuale Genoa Cricket and Football Club.

Era il 1899 e la società era stata fondata 6 anni prima, fregiandosi così dell’onore di essere la prima compagine calcistica italiana. Da lì al 1924 vincerà ben 9 scudetti.

Insomma grazie a Spansley e agli inglesi, Genova può essere considerata come la città pioniera del football nel Belpaese.

Tornando al ponte Morandi esso era ubicato tra i quartieri di Cornigliano e Sampierdarena. Proprio in quest’ultima zona della città sorgeva la Società Ginnastica Comunale Sampierdarenese, una sorta di polisportiva comprensiva di sezione calcistica. Il 12 agosto 1946, grazie alla fusione con l’Andrea Doria, nacque quella che oggi conosciamo come Sampdoria.

I blucerchiati, seppur molto più giovani dei cugini rosso-blu, hanno portato a casa uno scudetto. Era la stagione 1990-91, alla presidenza c’era lo storico Paolo Mantovani, mentre in panchina sedeva il serbo Vojadin Boskov. Vialli e Mancini erano le due grandi stelle di quella rosa, senza dimenticare Vierchowod, Pagliuca e Lombardo.

L’anno seguente per un pelo non riuscì il miracolo in Coppa dei Campioni, con la Sampodoria sconfitta in finale a Wembley dal Barcellona.

In conclusione, queste brevi righe non restituiscono giustizia, ma mostrano un volto di Genova che ha saputo farsi valere. L’atteggiamento di questi uomini e queste squadre può essere uno spunto ulteriore per superare questo difficile momento.


 La vignetta in copertina, che ha riscosso grande successo in queste settimane, è stata realizzata da Gokcen Eke dello studio Caricaturrella.

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